lamberto colla

Lattiero: nuova impennata del latte spot a Verona (+2,22%)

 

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di Virgilio 06 agosto 2013 – -

 

Mercati stabili e prezzi confermati. Si distingue il latte spot in rialzo e la stabilità del siero dopo la caduta della ottava precedente.

 

Le uniche note da segnalare riguardano la ripresa di quotazione del latte spot nazionale sulla piazza di Verona. Le quota vanno da 46,91 a 47,94 €/ettolitro con un incremento del 2,22% sulla precedente ottava. Dopo la caduta del 3,45% il siero si asseta sulla precedente valutazione compresa tra 19 e 23€/1000 Kg.

Per il resto, anche quest’ultima settimana del mese, stando alle rilevazioni ISMEA, si mostra ancora senza sostanziali scostamenti delle quotazioni dei due formaggi guida nazionali a denominazione Grana Padano e Parmigiano Reggiano, con listini confermati su tutte le principali Borse Merci. Gli scambi , come nel corso di tutto il mese, sono stati per lo più nella norma in un contesto comunque calmo che ha visto qualche aggiustamento al ribasso a metà mese solo sulla piazza di Mantova per entrambi i formaggi.

Permangono, a detta degli operatori, le condizioni già segnalate nelle scorse settimane.
Nessuna variazione da segnalare, per la trentunesima settimana dell’anno, sia per le materie grasse che per gli altri prodotti caseari. Novità del mese è la firma dell’accordo in Lombardia sul prezzo del latte vaccino a 42 centesimi euro/hl.

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SOMMARIO Anno 12 – n° 31 05 agosto 2013

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1.1 editoriale

Accanimento terapeutico o harakiri?

3.0 “parmigiano”

Parmigiano, scende ancora la produzione e l’export vola (+5,8%)

4.1 salute

Alimenti interi, l’EFSA detta le regole per la ricerca

4.2 nomine

EFSA,

5.1 lattiero

Lattiero: nessuna variazione anche nella quarta settimana di luglio

6.1 cereali                   Cereali, produzioni in leggero aumento. Migliora l’indice di fiducia

7.1 aziende

Parmalat, utile + 27,8% e fa spesa in Brasile

8.1 HO.RE.CA.

Turismo, estate d’austerity

9.1 vino

Verdicchio marchigiano all’attacco dei mercati

10.1 crisi                          Ismea, frutta e carne bovina escono dal carrello di una famiglia su dieci:

 

Accanimento terapeutico o harakiri?

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di Lamberto Colla —

Parma, 3 agosto 2013 -

Finalmente una condanna per Berlusconi. E dai e dai ci si è riusciti. Il processo “Mediaset” finalmente è arrivato a conclusione smentendo pure che la giustizia italiana sia lenta, anzi molto rapida, solo 20 giorni per il giudizio di cassazione.  

Adesso speriamo che si volti pagina. Che l’accanimento terapeutico inflitto all’Italia abbia finalmente portato all’estirpazione la causa dei suoli mali e si intraprenda la strada della convalescenza di questo strano Paese. Diviso da vent’anni tra “berlusconiani” e “antiberlusconiani”. Una contesa spesso e volentieri giocata su argomenti di gossip, sulla presunzione di colpevolezza o sulla condotta privata e quando gli argomenti scemavano, qualcuno, riusciva chiudere con “ma non può avere fatto tutto quello da solo” evocando dalla “mafia” alla “massoneria” e chi più ne ha più ne metta.

Basta non se ne può più. Purtroppo non sarà così. Perché senza il nemico Berlusconi la sinistra non avrà più alibi alle sue azioni. Dovrà, finalmente, nelle prossime campagne elettorali, portare dei “programmi” sui quali l’italiano esprimerà un giudizio attraverso il voto. Ma adesso siamo nel guado o forse nel guano, fatto sta che Letta e la sua strana maggioranza , PD e PDL, devono rispondere alle urgenze del Paese, lavoro, imprese (soprattutto piccole e medie) e economia.

Adesso concentratevi sull’Italia, economia, lavoro e imprese 

I primi segnali di ripresa negli Usa sono visibili e frutto di politiche impostate al futuro e non solo all’emergenza finanziaria che aveva avuto il suo culmine nel 2007. La Germania, invece, nonostante sia avvertibile la crisi, registra comunque la curva di disoccupazione più bassa dalla riunificazione. Anche in questo caso il risultato è stato determinato da politiche impostate sul futuro.

Da noi, invece, le alternanze di governo erano solo imperniate sulle politiche di emergenza che per lo più traduceva il tutto in tasse e nella costruzione di teoremi utili a colpevolizzare la precedente amministrazione e giustificare l’intervento di emergenza.

Un giochino che ha portato il nostro paese al limite del collasso.

Siamo precipitati, come riportato dal Sole 24 Ore”, al 73esimo posto nella classifica della Banca mondiale per la facilità di fare impresa, che poi diventa 136esimo per la flessibilità del mercato del lavoro e 116esimo per tempi necessari agli adempimenti fiscali; un credit crunch o stretta creditizia (-5,4% secondo l’ultimo bollettino di Banca d’Italia) che continua a penalizzare anche quelle imprese che avrebbero la capacità di farcela.

Conclusioni

Berlusconi, per buona pace della sinistra, resterà in politica, sarà alla guida di una rinnovata Forza Italia e seppure interdetto dai pubblici uffici porterà le sue walkirie e i suoi dragoni alla competizione elettorale prossima, imminente o remota che sia.  Lo farà per soddisfazione personale, per sfida, o per impegno politico puro, ma ci sarà.

Perciò, caro governo e cara opposizione, ma anche caro B. non è più il tempo delle attese. Ognuno per il proprio interesse personale o di parte ma tutti per l’Italia, i suoi lavoratori e le sue imprese. Dopo i primi 100 giorni il governo Letta ha fatto ben poco, può cominciare, ne ha facoltà. Prego si accomodi. L’Italia e l’italiano non possono più attendere.

Non sarebbe bello trasformare un accanimento terapeutico al harakiri.

 

Lattiero: nessuna variazione anche nella quarta settimana di luglio

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di Virgilio 31 Luglio 2013 – -

Sulla piazza di Verona, dopo due settimane di ribassi, il latte spot nazionale torna a quotare 45,88 €/100litri come prezzo minimo e 46,91€/100 litri come valore massimo tornando ai prezzi del 15 luglio scorso.

Le due principali DOP, Grana Padano e Parmigiano Reggiano, rimangono ancora al palo con prezzi totalmente invariati rispetto le precedenti settimane di luglio.

Per quanto riguarda gli altri prodotti, lo zangolato di creme per la burrificazione, conferma i prezzi di 3,15€/kg registrato sulla piazza di Milano. Altrettanto vale per lo zangolato di creme fresche per la burrificazione che a Parma quota il medesimo valore 2,75€/kg da quattro settimane consecutive dopo le due impennate dell’ultima quindicina di giugno (+3,85% e +1,85% rispettivamente).

Crolla invece il siero di latte scremato con la scotta che lascia sul campo il -3,45% quotando a Milano tra i 19 e 23€/1000 Kg.

Vale la pena di segnalare l’accordo “incompleto” raggiunto in Lombardia per il prossimo semestre agosto-gennaio. Sottoscritto solo dalla parte industriale e da Cia e Confagricoltura mentre Coldiretti e Copagri hanno abbandonato il tavolo delle trattative con disappunto e polemica. La storia, comunque, registra 42 centesimi al litro + iva.

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