Cereali, esordio della campagna di commercializzazione 2013-14

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Roma, 15 Agosto 2013 –

I prezzi medi all’origine dei principali cereali rilevati a luglio 2012 hanno evidenziato ribassi rispetto al mese precedente, sia sui mercati internazionali sia, e soprattutto, su quello interno. Se il prezzo FOB del frumento tenero Hard Red Winter e Soft Red Winter statunitense ha registrato una flessione media di poco inferiore all’1% su base congiunturale, la granella del frumento tenero nazionale ha segnato un -21% circa attestandosi a 204,62 €/t. I prezzi medi del primo mese della campagna di commercializzazione 2013/14, inoltre, si sono attestati su livelli più bassi anche rispetto a quelli di luglio 2012: -16% circa sia per il prodotto statunitense che per quello nazionale. Medesima è la dinamica registrata per il mais, con il prezzo FOB USA che nel confronto congiunturale perde circa l’11% a 260,35 $/t, mentre quello sul mercato interno circa il 9% a 218,68 €/t. Anche per questo prodotto, il prezzo medio a luglio 2013 evidenzia una flessione tendenziale del 22% per il prodotto statunitense e dell’11% per l’ibrido nazionale.
L’andamento flessivo del mercato trova spiegazione nella netta progressione dell’offerta mondiale di cereali che viene prospettata nel 2013, concordemente dalle principali fonti internazionali di statistica di settore.
Con particolare riferimento alle ultime indicazioni dell’International Grains Council (IGC, luglio 2013), la produzione mondiale di frumento dovrebbe attestarsi nel 2013 a 683 milioni di tonnellate, in aumento del 4,3% su base annua. Dal dettaglio territoriale si evidenzia un marcato aumento nei paesi ex-Urss, che, dopo la contrazione del 2012 a causa della siccità, dovrebbero complessivamente aumentare la propria offerta di circa 22 milioni di tonnellate (+36% sul 2012) portandosi a 84 milioni di tonnellate. In aumento viene stimata anche la produzione Ue-27 (+7,5%), da attribuire prevalentemente a Francia, Germania, Polonia e Romania. In controtendenza gli USA, dove i mesi invernali sono stati poco favorevoli alla coltura.

Anche l’offerta mondiale di mais viene stimata in forte progressione (+11% a 946 milioni di tonnellate) in ragione dell’aumento dei rendimenti a ettaro, stimati, assumendo normali condizioni metereologiche, a 5,4 t/ha contro 4,9 t/ha del 2012. Gli investimenti, invece, dovrebbero registrare una lieve flessione (-0,5% sul 2012) portandosi a circa 174 milioni di ettari nel 2013; il calo delle superfici va attribuito soprattutto all’Argentina. Con riferimento ai principali paesi produttori, in netto recupero dovrebbero risultare i raccolti di USA (+30%), Ue (+21%) e Ucraina (+10%), in flessione, invece, quelli di Brasile e Argentina.

In linea con la crescita dell’offerta mondiale di frumento è la domanda (+1,2%), che si attesterebbe a un livello più basso dell’offerta (681 milioni di tonnellate) determinando un lieve recupero delle scorte di materia prima che dovrebbero posizionarsi su un livello di poco superiore ai 180 milioni di tonnellate (+0,9%). Dal dettaglio territoriale, inoltre, la crescita maggiore delle scorte dovrebbe realizzarsi nella Ue, in Russia e Canada.
Riguardo al mais, i raccolti mondiali dovrebbero soddisfare ampiamente la domanda, che raggiungerebbe 916 milioni di tonnellate (+5,7%) in ragione sia del crescente uso di mangimi – dovuto al consolidamento del cambiamento della dieta nei paesi asiatici – sia dell’aumento degli usi industriali soprattutto negli USA. In tal modo viene prospettato un aumento delle scorte piuttosto significativo (+25% a 149 milioni di tonnellate) rispetto ai livelli minimi della scorsa annata.
Facendo esclusivo riferimento alle variabili di base del mercato, gli esiti produttivi mondiali appena descritti e la conseguente ricostituzione delle scorte lasciano presagire una tendenza flessiva dei prezzi della granella durante i prossimi mesi.
Per avere un quadro più certo sull’evoluzione del mercato, tuttavia, è necessario attendere la fine dell’anno, quando saranno completate le operazioni di raccolta. Lo scenario a oggi prospettato, appare più in equilibrio per il mais, per il quale il differenziale tra offerta e impieghi è notevolmente più consistente rispetto a quello stimato per il frumento. In quest’ultimo caso, quindi, un’evoluzione meno ottimistica dell’offerta potrebbe verosimilmente riflettersi anche sugli stock, interrompendo la tendenza flessiva dei prezzi.

(Fonte Ismea)

 

Aviaria, trovato un caso in Emilia Romagna

 

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Bologna 15 Agosto 2013 –

 

In un allevamento nel ferrarese, abbattute 128000 galline.


Colpito un allevamento di galline ovaiole dal virus dell’influenza aviaria. Le analisi sono state effettuate dal Centro nazionale di referenza di Padova. Si tratta di un ceppo ad alta virulenza del tipo H7. L’allevamento colpito composto da 128.000 galline si trova a Ostellato in provincia di Ferrara.

L’azienda è stata immediatamente isolata e sono state già predisposte da parte della Azienda USL di Ferrara e dai Servizi Veterinari della Regione Emilia- Romagna le operazioni di abbattimento.

La Regione ha emanato un’ordinanza  per l’attuazione di misure straordinarie previste dalla normativa sanitaria europea e nazionale per il contenimento dell’infezione, il monitoraggio degli allevamenti, per la tutela della salute pubblica, sotto lo stretto coordinamento dell’assessore alle politiche per la salute Carlo Lusenti, dell’assessore all’agricoltura Tiberio Rabboni e della vicepresidente Simonetta Saliera. Le misure volte alla prevenzione della diffusione del virus prevedono tra l’altro l’istituzione di zone di protezione e sorveglianza dell’area colpita, il censimento di tutte le aziende e degli animali presenti,  prelievi e accertamenti sierologici da parte dei veterinari, controlli straordinari su tutto il territorio regionale e la sospensione di  fiere e mercati di animali di specie vulnerabili.

 

Il mercato lattiero globale

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di Virgilio 14 agosto 2013 – -

 

Le settimane centrali di agosto, come è di tradizione, sono all’insegna della stabilità anche in ragione della chiusura delle borse nella settimana di ferragosto.

L’occasione è quindi propizia per fare una disamina generale del mercato dei lattiero caseari con il contributo dell’ufficio studi di CLAL.

latte var produzione paesi

PRODUZIONE DI LATTE MONDIALE IN DIMINUZIONE

Le principali cause della minor produzione di latte nei primi 5 mesi del 2013 rispetto all’anno 2012 sono da ricondursi alle condizioni climatiche sfavorevoli che hanno interessato entrambi gli emisferi e al costo elevato degli alimenti zootecnici.

Annualmente, tra i mesi di Maggio e Giugno le produzioni di latte in Europa raggiungono il loro massimo, mentre in Nuova Zelanda raggiungono il minimo. Segue una diminuzione in UE ed un aumento in NZ, che rendono il mese di Agosto un momento congiunturale particolarmente delicato. La produzione lattiero-casearia Europea e Australiana risente della minor disponibilità di latte.

Il trend generale delle Esportazioni mondiali è in diminuzione, ad eccezione del Formaggio. In Europa vi sono nuove destinazioni del latte oltre al tradizionale latte condensato, come il latte confezionato UHT e per l’infanzia esportati in Cina, il latte sfuso esportato in Croazia.

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LA LEADERSHIP EUROPEA NEI FORMAGGI RESISTE

Nei primi 5 mesi del 2013 la domanda mondiale di Formaggi è attiva. L’Unione Europea conferma la propria leadership nel mercato mondiale dei Formaggi.

Il trend esportativo positivo è stato favorito anche da prezzi complessivamente equlibrati e contenuti.

l prezzo del Latte alla Stalla beneficia dei maggiori ricavi dai prodotti derivati (SMP, WMP, Formaggi, Burro).

In Europa le consegne di latte nei primi 5 mesi del 2013 hanno registrato un calo tendenziale causato principalmente dalle condizioni climatiche sfavorevoli e dai maggiori costi di alimentazione.

Anche la produzione di latte in Italia risente dei maggiori costi dell’alimentazione e degli aspetti climatici.

I PREZZI SI MANTENGONO A LIVELLI ELEVATI

Il prezzo del Latte alla Stalla beneficia dei maggiori ricavi dai prodotti derivati (SMP, WMP, Formaggi, Burro).

prezzi del Burro in Europa si mantengono su valori sostenuti
anche per effetto del dazio (1.896 €/ton) imposto dalla UE agli Stati Membri importatori. Per completare le informazioni è possibile consultare il documento nel sito di CLAL direttamente.

Latte costo alim italia

Biomassa, ” Situation report on forest biomass in Mediterranean region”

Appennino Biggi_cibus

 

di Virgilio -

Parma, 14 Agosto 2013 -

 

É stato ultimato il rapporto “Situation report on forest biomass use in Mediterranean region” sull’uso delle biomasse a fini energetici nei Paesi del nord del Mediterraneo, con un focus sull’Italia redatto da ISPRA, Regione Siciliana e Fondazione Lombardia per l’Ambiente.

Il rapporto ha visto il contributo dell’ISPRA che partecipa al progetto PROFORBIOMED, finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) della Commissione Europea, all’interno del programma MED “Improving the energy efficiency and promotion of renewable energy sources”.
Il progetto, portato avanti da un consorzio di 18 istituzioni (www.proforbiomed.eu), intende sviluppare una strategia integrata per l’uso sostenibile della biomassa forestale nell’area mediterranea. La strategia si basa sull’innovazione, non solo tecnologica ma anche giuridica e normativa e sul coinvolgimento dei principali soggetti della filiera forestale, interessati a creare una rete in grado di ottimizzare la produzione e la logistica della bioenergia, che tenga conto della sostenibilità e compatibilità con altri usi del territorio e della materia e offra nuove opportunità economiche e di sviluppo rurale.
Nel corso del progetto – informa ISPRA – sono starti applicati sistemi di gestione sostenibile specifici per le diverse tipologie di foreste mediterranee e i risultati sono stati condivisi tra i partner del consorzio. Si è cercato il coinvolgimento di tutti i soggetti attivi nella filiera forestale, lo sviluppo di cluster e reti e il rafforzamento della cooperazione tra attori pubblici e privati, attraverso la definizione di impegni politici e l’attuazione di iniziative comuni. Il progetto ha sviluppato diverse esperienze pilota su 13 aree tematiche, per sviluppare la cooperazione tra le parti interessate e a creare strumenti di dimostrazione e trasferimento di know-how.

 

A seguire le conclusioni del rapporto.

Le principali barriere per un ulteriore sviluppo (traduzione dall’inglese)

Negli ultimi anni uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo della bioenergia e produzione di biocarburanti in Italia è stata la mancanza di un quadro normativo stabile e chiaro. Anche così l’interesse in questo campo tra gli operatori è in rapida crescita soprattutto con le piccole e grandi investitori.

Queste limitazioni sono state superate grazie alla recente introduzione di alcuni importanti aggiornamenti dal regime di sostegno nazionale per le energie rinnovabili e, in particolare, delle bioenergie. Inoltre, l’adozione della direttiva CE per la promozione delle energie rinnovabili, impone agli Stati membri di elaborare piani di azione nazionali entro giugno 2010, si spera, rappresentano una grande opportunità per l’ulteriore sviluppo della politica di bioenergia italiana per sostenere l’espansione di questo settore in crescita.

Tuttavia, l’introduzione di criteri di sostenibilità per i biocarburanti contenute nella recente direttiva CE per la promozione delle energie rinnovabili sarà probabilmente guidare l’attenzione dei produttori di bioenergia sempre più verso altra carica petrolifera. È un dato di fatto, dal 2009 alcuni produttori di energia di grandi dimensioni stanno finanziando ambiziosi progetti di sviluppo di piantagioni di jatropha in diversi paesi africani, nel tentativo di fornire grandi quantità di olio di Jatropha per i loro impianti in Italia.

Legno potenzialità della biomassa, la produzione e l’uso – Stato dell’arte

Per quanto riguarda la produzione di pellet, vi è un grande e crescente mercato delle stufe a pellet per il riscaldamento domestico. Sarà probabilmente continuerà a guidare la domanda di pellet in Italia nei prossimi anni. Nel corso degli ultimi tre anni, forniture discontinue e frammentate di materie prime per la produzione di pellet e grandi variazioni nel prezzo del consumatore sono state un ostacolo per lo sviluppo costante del settore pellet, come dimostra la produzione nazionale che rimane ancora ben al di sotto della capacità di produzione dell’industria stessa. La recente scoperta di pellet contaminati radioattivi provenienti dalla Lituania ha rafforzato la consapevolezza tra gli operatori sulla necessità di una forte standardizzazione delle norme di qualità.

L’adozione di norme di qualità (ad esempio UNI / TS 11263:2007 norma in base CEN / TS 14961) e lo sviluppo di un sistema di certificazione (come quella “Pellet Oro” label11) può creare uno sfondo più favorevole per il commercio di pellet, che continuerà per rappresentare una risorsa importante per i produttori.

Per quanto riguarda i biocarburanti rimangono una risorsa interessante per i trasporti, lo scenario  però è ancora molto poco chiaro. L’adozione della direttiva 30/2009  rappresenta sicuramente una opportunità per lo sviluppo dei biocarburanti in Italia e in altri Stati membri dell’UE. Poiché la direttiva impone agli Stati membri di elaborare piani di azione nazionali delle energie rinnovabili dal luglio 2010, un aggiornamento e il miglioramento delle misure di sostegno per i biocarburanti saranno eventualmente inclusi in tale strumento.

È interessante notare che le variabili forestali chiave, come la superficie forestale, stock di carbonio e traslochi legno combustibile e l’uso di legno sono ancora lontani da avere un quadro coerente di informazioni e di qualità statistica adeguata. Questo può essere un ostacolo per l’attuazione delle politiche, come quelle legate allo sviluppo rurale o dell’energia, che dovrebbe contare su una più solida base informativa.