OGM, EFSA respinge la richiesta della Pioneer

29 Aprile 2013 -

L’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, non ha potuto esprimersi in via definitiva sulla domanda della multinazionale americana Pioneer Overseas Corporation relativa all’autorizzazione a importare in Europa il mais Ogm 98140, resistente agli erbicidi glifosate e inibitori dell’Als – acetolattato sintasi (ad es. Chlorimuron e thifensulfuron), per l’utilizzo nel settore alimentare e mangimistico. Non è prevista la coltivazione del prodotto in Europa. Il mancato parere dipende dal fatto che la Pioneer non ha presentato i dati essenziali per eseguire una valutazione completa del rischio.

Le sperimentazioni effettuate della multinazionale si sono rivelate, infatti, insufficienti, in quanto le prove negli Usa e nel Canada avevano come standard un mais anch’esso Ogm (contrariamente a quanto richiesto dalla linea guida, secondo cui il confronto deve essere fatto con un mais convenzionale), mentre quelle effettuate in Europa sono state condotte utilizzando uno standard di riferimento corretto ma in una sola annata, contro un minimo ammissibile di due.

In particolare, l’Efsa non è riuscita a giungere a una conclusione complessiva sui potenziali rischi per la salute umana e animale derivanti dal mais Gm (geneticamente modificato) 98140 resistente agli erbicidi in quanto la richiesta di valutazione non ha soddisfatto tutti gli standard minimi stabiliti dalle linee guida dell’Autorità.

Il gruppo di esperti scientifici sugli organismi geneticamente modificati (Gmo) dell’Autorità ha riscontrato l’impossibilità di eseguire la valutazione comparativa del mais Gm, dal momento che gli studi presentati a corredo della richiesta di autorizzazione contenevano dati insufficienti sulle caratteristiche della pianta, ad esempio per quanto riguarda la composizione e l’aspetto.

Secondo l’Efsa, la valutazione comparativa, in cui le piante geneticamente modificatee gli alimenti e i mangimi da esse derivati sono confrontati con i rispettivi omologhi ottenuti con metodi convenzionali, noti come varietà di controllo, costituisce il requisito fondamentale per la valutazione del rischio da Ogm. L’assunto alla base di questo metodo, previsto dalla legislazione dell’Unione europea vigente per tutte le richieste di autorizzazione di Ogm, è che, poiché l’uso sicuro degli alimenti e dei mangimi derivati da piante coltivate in modo convenzionale è ben documentato, questi possono servire come base per la valutazione del rischio da alimenti e mangimi derivati da piante Gm.

Dopo una valutazione iniziale delle prove sul campo eseguite dal richiedente, l’Agenzia ha concluso che la varietà di pianta scelta dal richiedente come varietà di controllo non fosse valida. Come per quasi tutte le richieste di autorizzazione di Ogm presentate all’Efsa (ad oggi il 98 per cento), gli scienziati dell’Autorità hanno, quindi invitato il richiedente a presentare dati supplementari che consentissero un’adeguata valutazione del mais GMm98140. Invece, nemmeno stavolta le informazioni fornite dall’azienda relativamente alle prove sul campo eseguite per la valutazione comparativa hanno soddisfatto i criteri prescritti nei documenti guida.

Per alcuni aspetti del fascicolo di richiesta, tuttavia, il gruppo Ogm è stato in grado di condurre a termine la valutazione della sicurezza. L’Efsa ha concluso di non aver riscontrato alcuna indicazione di allergenicità relativa alle nuove proteine espresse GAT4621 and ZM-HRA nella pianta Gm. L’enzima GAT4621 é  una glifosate acetiltransferasi (Gat), la cui sintesi è codificata da una forma ottimizzata del gene GAT4621, trasferito dal Bacillus licheniformis nel corredo genetico del mais 98140, per acquisire la resistenza al famoso derivato della glicina.

La linea guida prevede che le proteine debbano essere testate in studi di somministrazione ripetuta della durata di almeno 28 giorni. Lo studio prodotto dal notificante, seppur non avesse evidenziato particolari criticità, non riportava nessun dato sull’ematologia e la coagulazione, indispensabili per esprimere un giudizio sulla sicurezza della sostanza testata. L’altro complesso proteico Zm – HRA, che conferisce resistenza agli erbicidi inibitori dell’Als, essendo una versione ottimizzata di un gene proveniente dal mais stesso, non ha invece fornito preoccupazioni particolari.

L’Efsa ha, infatti, confermato che gli elevati livelli di taluni costituenti del mais Gm 98140 (aminoacidi trovati anche in piante convenzionali) non hanno dato adito a motivi di preoccupazione per la sicurezza di esseri umani e animali. Il gruppo ha inoltre concluso che è improbabile che il mais Gm abbia effetti avversi sull’ambiente nel contesto degli usi per esso previsti in alimenti e mangimi, nonché a finalità di importazione e di lavorazione.

Ma nel complesso, a causa delle inadeguatezze presenti nella valutazione comparativa eseguita dal richiedente, l’Autorità non ha potuto completare la valutazione del rischio da mais 98140 e non è stata quindi in grado di pervenire a conclusioni in merito alla sua sicurezza per quanto riguarda i potenziali effetti sulla salute umana e animale.

La valutazione del rischio è stata eseguita dall’Efsa  in base al suo mandato, che è quello di fornire consulenza scientifica indipendente alle istanze decisionali dell’Unione europea. I gestori del rischio della Commissione europea e gli Stati membri tengono conto delle valutazioni dell’Agenzia, insieme ad altri fattori, al momento di decidere in merito all’autorizzazione degli Ogm.

(Fonte Coldiretti “Il Punto” 21 aprile 2013)

Cereali, mercati stabili

di Redazione - 30 Aprile 2013 -

 Ultima ottava di aprile caratterizzata dalla festività infrasettimanale del 25 aprile.

Nel dettaglio infatti, in diversi centri di scambio non si sono svolte contrattazioni mentre, complessivamente, anche dove gli scambi si sono svolti regolarmente, ha prevalso la tendenza alla stabilità, sia per il frumento tenero sia per il duro.

Segnatamente, queste sono state le chiusure della settimana: frumento tenero, 261,57 €/t; frumento duro 283,80 €/t.
Sul fronte internazionale, al Chicago Board of Trade il frumento ha evidenziato ribassi quotidiani, ad eccezione del 25/04, chiudendo l’ottava in calo rispetto alla precedente.

Infine, tornando alle dinamiche dei mercati nazionali, non si sono avute variazioni sul fronte dell’ingrosso con farine e semole ferme rispettivamente a 466,25 €/t e 400,00 €/t.

(fonte ISMEA)

Inflazione: il carrello frena perchè 7 su 10 lo svuotano

 Roma,  -  30/4/2013  -

 L’inflazione frena perché il carrello della spesa si svuota a causa della recessione che alimenta la disoccupazione ed ha costretto ben sette famiglie su dieci (71 per cento) a modificare la qualità e la quantità dei prodotti. E’ quanto stima la Coldiretti in occasione della diffusione dei dati Istat sull’inflazione nel mese di aprile  2013 che evidenziano un aumento del 2,7 per cento per i prodotti alimentari. L’aumento degli acquisti a basso prezzo se da un lato ha favorito il contenimento dell’infrazione dall’altro – sottolinea la Coldiretti – ha privato gli italiani di alimenti essenziali per l’alimentazione. Il risultato è infatti che – sottolinea la Coldiretti – il 12,3 per cento degli italiani non è piu’ in grado di sedersi a tavola con un pasto adeguato in termini di apporto proteico almeno una volta ogni due giorni con conseguenze gravi anche per la salute. Oltre un certo limite – sostiene la Coldiretti – sul cibo non è possibile risparmiare se non si vuole mettere a rischio la salute.  Quello della carne di cavallo spacciata per manzo in piatti pronti, ragu’ e surgelati è un esempio eclatante di una truffa globale sul cibo determinata dal tentativo di comprimere oltre ogni limite i costi come pure è sospetta l’offerta di bottiglie di olio di oliva extravergine a prezzi che non riescono nemmeno a coprire il costo di raccolta delle olive. Rispetto allo stesso mese dello scorso anno i prodotti alimentari che hanno registrato il maggior incremento sono – conclude la Coldiretti -  la frutta fresca (+8,1 per cento) ed i vegetali freschi (+6,6 per cento) mentre aumenti sono rilevati anche per i vini (+4,4 per cento) e l’olio di oliva (+3,7 per cento).

(Fonte Coldiretti)

Nunzia De Girolamo, nuovo Ministro Politiche Agricole

di Redazione –  Roma, 28 Aprile 2013 –

 

 Nata a Benevento il 10 ottobre del 1975. È laureata in Giurisprudenza.

Dopo la laurea ha intrapreso la carriera forense occupandosi di diritto civile, diritto del lavoro e diritto commerciale e bancario. Ha inoltre svolto collaborazioni con l’Università del Molise e con l’Università del Sannio.

Il suo impegno politico inizia nel 2007, quando assume l’incarico di coordinatrice cittadina di Forza Italia a Benevento, provenendo dall’organizzazione giovanile del partito.
Nel 2008 è eletta alla Camera dei Deputati nella lista del Popolo della Libertà e diventa membro del Consiglio Direttivo del PdL a Montecitorio.

Oggi è deputata del PdL e coordinatore provinciale del Popolo della Libertà della provincia di Benevento.

Il 28 aprile del 2013 ha giurato come nuovo Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali del governo Letta.

(fonte MIPAAF)