Olio di Oliva, da luglio a ottobre continui ribassi

olio_oliva3

L’incremento della produzione spagnola sta deprimendo i mercati nazionali

 

 

Roma, 08 Novembre 2013 -

Una spirale di ribassi continua a interessare il prezzo dell’olio di oliva italiano. Se per tutto l’inverno e la primavera del 2013 la carenza sul mercato di prodotto spagnolo aveva garantito agli extravergini nazionali quotazioni superiori al 3 Euro al kg, a partire da luglio si è innescata  una tendenza flessiva che interessa tutti i segmenti. Le previsioni di un marcato incremento della produzione spagnola per la campagna 2013/2014, dopo un’annata particolarmente sfavorevole, sta deprimendo i mercati nazionali determinando ribassi generalizzati.
Le ultime rilevazioni dell’Istituto attestano ad ottobre le quotazioni dell’extra vergine a 2,87 euro al chilogrammo , in calo del 2,7% su settembre e dello 0,4% sullo scorso anno. Ancora più marcato il divario rispetto al 2012 sia per il lampante quotato a 1,91 €/kg (-10,7% su base annua) che  per il vergine (2,29 €/kg) in flessione del 3,1%.
Mentre proseguono in tutta Italia le operazioni di raccolta, la situazione vegetativa appare sostanzialmente buona, seppure il clima umido degli ultimi giorni stia destando qualche preoccupazione per la situazione fitosanitaria.

L’Ismea, proprio in questi giorni, è impegnata nell’elaborazione delle stime provvisorie della campagna olivicola 2013 2014 assieme a Unaprol, Aifo e Cno, che verranno presentate in conferenza stampa giovedì 14 novembre presso il Ministero delle Politiche Agricole alla presenza del Ministro Di Girolamo.

(ismea)

 

Imu agricola, la Ministro continua a battersi per la soppressione della seconda rata

 

Paesaggio torrechiara_cibus

De Girolamo: Parlamentari Pd lancino un appello al Presidente Letta

 

- Roma, 08/11/2013

“Continuerò a battermi perché chi vive di agricoltura non sia costretto a pagare la seconda rata dell’Imu sui propri terreni. Si tratta, come ho detto più volte, di una doppia ingiustizia perché per gli agricoltori la terra è il mezzo di produzione per eccellenza”.

Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Nunzia De Girolamo.
DeGirolamoNunzia3_cibus
“Vorrei però dire ai parlamentari del Pd delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato che – ha aggiunto il Ministro De Girolamo – il loro impegno potrebbe essere più utile se anziché perdersi in sterili polemiche, su questo punto, lanciassero un appello a uno dei principali leader del loro partito, cioè il Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Mostrando, così, di voler fare squadra insieme a tutti gli attori del mondo dell’agricoltura per evitare di indebolire un settore dell’economia del nostro paese che con il Made in Italy produce reddito e cresce, anche nelle esportazioni, nonostante la crisi”.

(MIPAAF)

Cereali, il mercato internazionale visto da un operatore professionale

 

 

Mais_e_coccinella01

Situazione difficile per…

cambio valute e noli.

 

 

di Virgilio – Parma, 06 Novembre 2013

 

Diversi i fattori di criticità che si riscontrano in questo periodo. Solo per citarne alcuni d’esempio, il rapporto Euro Dollaro che passa dall’1,38 all’1,34 nel giro di pochi giorni e la maggior parte degli operatori concordano che l‘1,38 non fosse un rapporto reale. Le oscillazioni dei noli che per settimane salgono fino a superare i 2.000 punti per poi ritornare rapidamente sino a scendere sotto i 1.500 per poi riprendere, come nelle ultime ore, ed ora l’indice ritorna a crescere, quota 1552 punti.

 

Nel frattempo i premi sul seme e sulle farine non hanno risentito del ridimensionamento. In generale, secondo i dati USDA sulle vendite ed esportazioni sono positivi e  dati sui raccolti in corso in America sono altrettanto positivi. Le previsioni del tempo in Sud America si dimostrano favorevoli per le semine.

Questo confronto di  dati contrastanti determina comunque dei valori di base all’origine accettabili stando alle opinioni dei più rilevanti operatori di mercato.

Sul mercato europeo pende una indagine, partita dalla Romania, su 10 grandi  GRAIN TRADERS per  la fissazione dei prezzi di cartello nel settore dei cereali.

Il Consiglio della Concorrenza, a fine agosto,  ha ispezionato diversi uffici delle principali società nel settore della commercializzazione di cereali. I controlli hanno riguardato i possibili accordi anticoncorrenziali per l’acquisto del grano. Le ispezioni si sono concentrate su 12 sedi e punti vendita a livello nazionale delle imprese   Agricover, Alfred C. Toepfer, Ameropa, Brise, Agricoltura, Brise Group, Bunge, Cargill, Glencore, Nidera e United Grain. I documenti e le dichiarazioni emerse durante le  ispezioni verranno esaminate dall’autorità di regolamentazione. Se essa riscontrerà che  le regole di concorrenza sono state violate, le aziende rischiano multe fino al 10% del  fatturato. Tuttavia, le aziende che collaboreranno con il Consiglio potranno ottenere l’immunità dalle ammende o la riduzione delle stesse. (Fonte confindustria report Romania)

- Analisi sintetica -

L’indice dei noli ha ripreso a risalire e quota 1552 punti, il petrolio a 95 dollari al barile e il cambio dollaro a 1,3489 (alcuni prevedono un ulteriore ribasso).

Sul mais estero si stanno registrando diverse anomalie qualitative prevalentemente determinate dal condizionamento della merce che si presenta polverosa, molto spezzata, e con umidità ondivaghe dal 13% al 16,50% meno da tossicosi.

La logistica degli arrivi in gran parte in ritardo, si sta sbloccando per i treni, non ancora per il settore dei gommati, per i noti problemi di non ritorno, specie per le merci in arrivo dall’Est Europa.

 

Sempre ricercato il mais con garanzia di aflatossina B1 uguale o inferiore a 5 ppb. (quasi totale dipendenza dall’estero o dal Piemonte ed alcune zone della Lombardia irrigua),

E sui futuri le posizioni di mais da novembre 2014 a marzo 2015 sono salite a187/188 euro, partenza porto di Ravenna, valori certamente competitivi con i costi interni, e comunque rispetto alle primissime quotazioni in dieci giorni sono salite di 9-10 euro

 

Continua la penuria di far soya 44 e 48, così come per la far colza. Probabilmente tale situazione si procrastinerà per diverso tempo in quanto gli importatori imbarcano e caricano solo sul venduto.

 

Per le bioenergie da segnalare  il fatto che i Biodigestori di grandi gruppi stanno ipotizzando importazioni di nuovi materiali dall’estero e, se questo dovesse andare in porto,  potrebbe determinare problemi sensibili sul mercato interno.

 

Intanto molti areali da granella vengono convertiti pastoni stante l’alta umidità che sconsiglia l’essiccazione, il mercato del pastone gira fra i 130-40 euro partenza base 30-32 di umidità. Questa nuova situazione deve essere ben ponderata dai consumatori di secco.

Nelle prossime settimane si riuscirà meglio a decifrare il  futuro del prezzo del mais contratto 103 sino a 20 ppb, di merce di aflatossina  I consumi attuali sono ridotti e altrettanto è ridotta la raccolta  ne deve arrivare tanta, i consumi sono bassi, ma la raccolta è stata altrettanto bassa, con le bionergie che hanno eroso areali su areali al secco.

Nel frattempo  i cruscami hanno smesso di scendere ma una risalita è sempre in agguato e con essa il probabile innesco di turbolenze sui cerali.

I sottoprodotti quali distiller, corn gluten, piselli, polpe, soffrono principalmente per problemi di logistica quindi, al momento,non sono prevedibili dei cali di prezzo e nel complesso si può prevedere una scarsa presenza fisica di proteine.

 

Lattiero caseario.Inizio novembre all’insegna della stabilità

 VACCHE PADDOCK_cibus

Non quotato a Parma e le altre borse restano a guardare. Accordo con il Canada per l’abbattimento delle barriere.

 

di Virgilio – Parma, 06 Novembre 2013 -

L’appuntamento borsistico di arma  coincideva con la festività degli Ognissanti. Tutte le borse però hanno confermato i prezzi della ottava precedente per tutti prodotti lattiero caseari quotati.

I primi due appuntamenti della 45esima settimana di Verona e di Reggio Emilia hanno anch’esse confermato le quotazioni precedenti.

Dopo quattro anni di negoziati, Unione europea a Canada hanno raggiunto l’intesa per un accordo economico e commerciale come ben rilevato da Assolatte.

Secondo la Commissione europea, quando l’intesa sarà pienamente operativa porterà crescita e nuovi posti di lavoro, grazie all’eliminazione del 99% delle tariffe oggi esistenti. Si parla di libero accesso al mercato, ai servizi, agli investimenti. Tradotto in soldoni: un aumento del commercio bilaterale del 23%, con un incremento potenziale del PIL dell’Unione europea di circa 11,6 miliardi di euro.

È un accordo molto importante per l’Unione europea e per l’Italia, in particolare. Il Canada è infatti una delle economie più avanzate del mondo e l’accordo aprirà nuove interessanti opportunità per le imprese nazionali. Anche di quelle lattiero casearie.

fonte assolate

fonte assolate

“Il Canada è un mercato importantissimo per i nostri prodotti – ha affermato Giuseppe Ambrosi presidente di Assolatte -. Tra i formaggi stranieri, quelli italiani occupano stabilmente il secondo posto nelle preferenze dei cittadini canadesi. Il 20% di tutti formaggi stranieri che sbarcano in Canada arrivano dai nostri stabilimenti. E l’accordo mira ad una progressiva liberalizzazione degli scambi, senza dimenticare il grande capitolo dei diritti di proprietà intellettuale e delle DOP.”

Ogni anno arrivano in questo enorme Paese, quasi 4.400 tonnellate di formaggi italiani,  per un valore di 43 milioni di Euro. E ogni anno cresce l’interesse per i formaggi italiani: nel 2012 abbiamo registrato un aumento del 8,,8% dei volumi esportati e nei primi sette mesi di quest’anno un nuovo aumento del 3,4%.

Dati molto importanti, perché arrivano da un mercato ancora contingentato.

“Se gli importatori locali hanno deciso di sostituire i prodotti francesi, olandesi o greci con i grandi formaggi italiani, vuol dire che hanno registrato un grande interesse dei consumatori per le nostre specialità casearie – continua Ambrosi”.

A  farla da padrone sono Grana padano e Parmigiano Reggiano (circa 3.000 tonnellate), seguiti dal Pecorino Romano, Gorgonzola, Mozzarella e Provolone.

Secondo le prime indiscrezioni, l’accordo prevede un aumento immediato dell’80% delle quantità esportabili:  altre 18.000 tonnellate di formaggi europei che potranno presso arrivare sulle tavole canadesi.

 

Punti Fondamentali - Fonte Assolatte -

Punti Fondamentali – Fonte Assolatte -

 

 

 

 

 

Burro centrifuga MI burro creme PR burro creme RE Burro pastorizzato MI burro PR burro zangolato MI GP 9M MI GP 10M MN graf GP 10M MN GP 14M MN GP 15M MI Latt spot VR PRRE 12M PR graf prre 12M PR PRRE 24M RE