Un osservatorio UE per il latte.

 

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La proposta del commissario Dacian Ciolos per prevenire stati di crisi nelle aziende zootecniche.

di Virgilio -

Parma, 25 settembre 2013 – Al termine dell’incontro sul futuro del mercato del latte dopo la fine del regime delle quote, ieri a Bruxelles, Dacian Ciolos , commissario all’Agricoltura, ha caldeggiato l’isitutizione di un osservatorio di mercato. “Nelle nostre riflessioni, dobbiamo tener conto della grande diversità delle situazioni in tutta l’Europa, sia in termini di potenziale che di produzione, e della diversa importanza economica, o sociale o ambientale del settore nelle diverse aree. L’ obiettivo della conferenza è quello di creare una piattaforma che esprima idee diverse, facendo domande, le opzioni di condivisione e di analisi della situazione e le prospettive per il settore”, ha spiegato Ciolos.

L’importanza di poter contare su un Osservatorio europeo del mercato del latte, dopo la fine nel 2015 del sistema di quote di produzione, lo dimostra l’attuale evoluzione del prezzo ai produttori. L’esempio più significativo sta nel continuo superamento dei record del prezzo del latte spot. Il nuovo apice è stato raggiunto lunedi alla borsa veronese con una quotazione massima di  52,58€/100 litri di latte, incrementando di un lteriore 2% la precedente quotazione e segnando un aumento del 25% rispetto l’anno precedente.

XIII Forum internazionale sull’agricoltura e l’alimentazione

 

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Organizzato da Coldiretti se Studio Ambrosetti si terrà, come di consueto, nella prestigiosa Villa d’Este di Cernobbio dal 18 al 19 ottobre.

 

Roma, 27  settembre 2013 -

L’edizione 2013 del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione dello studio Ambrosetti, si terrà a Villa d’Este a Cernobbio, sul lago di Como, dal 18 al 19 ottobre.

Il Forum, giunto alla tredicesima edizione, costituisce l’appuntamento annuale del settore che riunisce i maggiori esperti, opinionisti, ed esponenti del mondo accademico nonché rappresentanti istituzionali, responsabili delle forze sociali, economiche, sindacali e politiche nazionali ed estere.

L’edizione di quest’anno si apre alle ore 10,00 di venerdì 18 ottobre con la presentazione dell’indagine sulla crisi nel piatto degli italiani. I risultati saranno illustrati dal presidente della Coldiretti Sergio Marini e dall’analista Roberto Weber.

Esclusive analisi sugli andamenti di mercato del Made in Italy e sui comportamenti dei consumatori, la povertà, la crescita e il lavoro, esposizioni ed esperienze imprenditoriali innovative, caratterizzeranno la due giorni.

(fonte Coldiretti)

IV Gamma in decrescita.

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La crisi colpisce la IV gamma che vede una riduzione del 3,5% nei volumi d’acquisto.

 

Roma, 23 settembre 2013 –

I tagli al carrello della spesa non risparmiano gli ortaggi di IV gamma, un segmento -  quello delle verdure fresche, lavate, tagliate e confezionate – immune, almeno fino allo scorso anno, dalla crisi dei consumi alimentari e in grado di esprimere tassi di crescita anche a due cifre.

La rilevazione Ismea/Gfk-Eurisko indica nel periodo gennaio-agosto 2013 un calo del 3,5% dei volumi acquistati rispetto allo stesso periodo del 2012 e una flessione della spesa del 7,5%, a causa della concomitante riduzione dei prezzi medi al dettaglio (-4,2%).

Tale dinamica è riconducibile alla contrazione delle vendite di insalate monovarietali, di insalate miste e di altri ortaggi (ad es. carote), mentre le vendite di ortaggi pronti da cuocere si sono mosse in netta controtendenza, registrando un +2,8% su base annua, con un aumento della spesa dello 0,9%, solo in parte ridimensionata dalla riduzione dei listini medi (-1,8%).

Fino alla fine del 2012, gli acquisti di ortaggi di IV gamma hanno registrato un costante trend in crescita, complici l’elevato contenuto di servizio e la praticità d’uso che ne hanno fatto impennare i consumi del 380% in dieci anni nonostante prezzi decisamente più elevati rispetto al fresco tradizionale.

I primi segnali di cedimento del mercato si sono manifestanti a dicembre 2012, quando l’onda lunga della crisi aveva determinato una brusca inversione di tendenza negli acquisti domestici che si è protratta fino a giugno 2013.

Miglioramenti sono emersi solo in estate: nel bimestre luglio-agosto le vendite (sia in volume che in termini monetari) hanno superato i livello dello stesso periodo del 2012, grazie soprattutto ai maggiori acquisti di insalate e ortaggi pronti da cuocere.

(Fonte Ismea)

IV Gamma in decerscita

Vendemmia 2013: maggiore quantità e migliore qualità

 

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Dopo alcuni anni di vendemmie anticipate, il 2013 torna nella “tradizione”. Il culmine tra  fine settembre e ottobre.

di LGC – Parma 26 settembre 2013 -

Secondo le stime Ismea e Unione Italiana Vini la produzione di vino 2013 dovrebbe attestarsi sui 44,5 milioni di ettolitri, l’8% in più rispetto ai 41,1 milioni indicati dall’Istat per la scorsa campagna.

Dopo una stagione primaverile caratterizzata da forti piogge  e sparse grandinate su tutta la penisola, la stagione della vendemmia torna nell’arco tradizionale di raccolta tra settembre e ottobre. Una raccolta che porterà, sempre secondo e stime di Ismea, a  superare la produzione 2012 (Vedi tabella).

Le temperature estive elevate hanno quindi consentito un buon recupero delle produzioni e ottime speranze di qualità in vinificazione.

A livello territoriale, nel Mezzogiorno l’esito vendemmiale dovrebbe tradursi in maggiori incrementi rispetto alle regioni del Nord. Questo in un contesto di crescita generale, ad eccezione del Friuli Venezia Giulia e dell’Umbria, dove la vendemmia, in calo rispettivamente del 5 e del 3 per cento su base annua, avrebbe subito le ricadute sia delle avversità atmosferiche che di problemi fitopatologici.

 Vino produzione stima ismea