Parmigiano e Padano: Prezzi in lieve calo su due piazze (-5 cent).

 

di ismea -

20 febbraio 2013 -

Anche in questa settimana permane in tutto il settore caseario un andamento calmo, con scambi definiti dagli operatori ancora nella norma per il periodo considerato.
Sul fronte della rilevazione dei prezzi, per quanto concerne il Parmigiano Reggiano Dop, si è mostrata una flessione dei corsi sulle piazze di Reggio Emilia e di Mantova rispettivamente pari a 5 centesimi al chilo per tutte le produzioni monitorate. Mentre a Modena e Milano i listini rimangono ancorati sui precedenti valori per entrambe le produzioni.
Si presume che l’avere omogeneizzato le declaratorie potrebbe, entro breve, portare ad un livellamento più significativo sulle quotazioni in tutta l’area di produzione.
Attualmente restano comunque ancora evidenti le differenze di prezzo sulle varie piazze, soprattutto per le produzioni di 12 e 24 mesi, in particolar modo nei valori massimi della produzione 12 mesi, sulla quale i listini discostano fra i 50 e i 70 centesimi al chilo. A detta degli operatori tali differenze sono da imputare, principalmente, al diverso peso che nelle realtà territoriali esercitano i produttori ed anche gli stagionatori.
Settimana all’insegna della stabilità per il Grana Padano Dop, dove sulle principali borse merci ha predominato il segno invariato, confermando le medie nazionali della precedente ottava.
Anche le quotazioni di tutti i formaggi monitorati si sono mantenute sui livelli dei sette giorni precedenti, indicando una fase in cui il mercato è caratterizzato da scambi piuttosto calmi. In tale contesto è da sottolineare il calo pari all’1% dell’Asiago Pressato a Thiene, rispetto ai corsi della precedente ottava rilevata.

 

Benzina: Pieno costa più di spesa settimanale famiglie

di Coldiretti 18/2/2013 -

Il costo del pieno nell’automobile ha sorpassato la spesa alimentare settimanale delle famiglie per l’effetto congiunto dell’aumento del prezzo della benzina e della riduzione dei consumi alimentari dovuti e dell’aumento. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti in occasione degli ultimi rincari della benzina. Secondo le elaborazioni della Coldiretti fare il pieno in una automobile con un serbatoio di 60 litri è arrivato a costare oltre 112 euro, un importo superiore ai 111 euro che mediamente le famiglie italiane spendono ogni settimana per fare la spesa, secondo l’Istat. D’altra parte il prezzo di un litro di benzina viene – continua la Coldiretti – supera oggi del 40 per cento il chilo di pasta e del 50 per cento il un litro di latte. Un rapporto di cambio che – conclude la Coldiretti – non è eticamente ed economicamente sostenibile e che mette a rischio al ripresa del paese.

Sicurezza Alimentare Carne cavallo: uno scandalo alimentare all’anno

 

 Di coldiretti  19/2/2013  -

 Dalla mucca pazza alla mozzarella blu fino al batterio killer.

Una media di uno scandalo alimentare all’anno ha segnato l’inizio del secolo, dalla mucca pazza all’aviaria, dal latte cinese alla melamina a quello tedesco alla diossina,  dalla mozzarella blu al batterio killer nei germogli di soia fino alla carne di cavallo nei ravioli. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della decisione della Nestlè di ritirare dagli scaffali italiani e spagnoli ravioli e tortellini di manzo Buitoni, dopo che sono state rinvenute tracce di Dna di carne di cavallo pari all’1 per cento. Il ritardo dell’Unione Europea nell’adottare misure di trasparenza dell’informazione al consumatore, come l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza delle materie prime utilizzate, ha favorito – sottolinea la Coldiretti – il moltiplicarsi degli allarmi a tavola provenienti dalle diverse parti del mondo. L’emergenza mucca pazza del 2001 – riferisce la Coldiretti – è quella che ha più segnato la filiera alimentare seguita dal 2003 dall’allarme aviaria. Nel 2008 è stata invece la volta della carne alla diossina, a seguito della contaminazione nei mangimi, e del latte alla melamina in Cina. Due anni più tardi (2010) è arrivata la mozzarella blu a spaventare i consumatori mentre nell’estate del 2011 è comparso il batterio killer, che fece salire ingiustamente i cetrioli sul banco degli imputati. In tempi lontani – continua la Coldiretti -, si ricorda la vicenda del metanolo nel 1986 che ebbe un vero effetto purificatore nel settore del vino e che favorì un processo di qualificazione del settore che ha portato il Made in Italy a primati mondiali. La globalizzazione dei mercati, a cui non ha fatto seguito quella della politica, ha portato ad un deficit di responsabilità, di onestà e di trasparenza che ha drammaticamente legittimato la derubricazione del tema cibo fino a farlo considerare una merce qualsiasi, come fosse un aspirapolvere o un frigorifero, con effetti che – continua la Coldiretti – rischiano di provocare una rincorsa al ribasso con effetti drammatici. Soprattutto in un momento di crisi in cui molti sono costretti a risparmiare sull’alimentazione è necessario garantire trasparenza ai cittadini consumatori e – conclude la Coldiretti – metterli in condizione di conoscere ciò che va sulle loro tavole.

Bilancio UE: Raggiunto l’accordo sul bilancio Ue, la Pac non evita i tagli


di Coldiretti 12 febbraio 2013

“La riduzione in termini reali per l’agricoltura è comunque importante. Naturalmente ci aspettiamo che il Parlamento posso contribuire a migliorare la proposta sulla Pac in modo che le risorse cosi diminuite vadano riorientate premiando chi vive e lavora di agricoltura e all’attività  rivolte alla produzione di cibo e alla sostenibilità ambientale”.

E’ il commento del presidente della Coldiretti Sergio Marini dopo il raggiungimento dell’accordo sul bilancio dell’Unione Europe da parte dei Capi di Stato e di Governo. Un accordo giunto al termine di una vera e propria maratona negoziale durata 24 ore.

Il testo  di compromesso approvato mantiene il tetto complessivo di spesa pari a 960 miliardi di euro per gli impegni e 908,4 per i pagamenti effettivi. Rispetto alla precedente proposta i tagli sono di circa 14 miliardi di euro. Se si considera, invece, il periodo attuale (2007-2013) verranno a mancare risorse per 34 miliardi di euro.

“E’ evidente che in questo momento storico in cui l’Europa dovrebbe rafforzare una rinnovata centralità, l’indisponibilità di alcuni paesi a non dotare il bilancio di adeguate risorse – ha sottolineato Marini – non genera certo quel clima di fiducia verso una prospettiva di maggiore integrazione”.

Per il nostro Paese è prevista una assegnazione specifica di 1,5 miliardi di euro per sullo Sviluppo Rurale (nella proposta precedente era 1 miliardo di euro) e 1,5 miliardi di euro per le regioni meno sviluppate del nostro Paese, di cui 0,5 miliardi di euro per le zone non urbane. Tali assegnazioni consentono di attenuare l’impatto del saldo netto che penalizza l’Italia, oggi contribuente netto con un saldo negativo di 4,5 miliardi, anche in considerazione del fatto che scendono gli aiuti diretti.

Per quanto riguarda la Pac, il totale previsto per i sette anni in questione sarebbe pari a 373,179 miliardi di euro, di cui 277,851 al primo pilastro e 84,936 miliardi di euro allo sviluppo rurale. Complessivamente la nuova proposta prevede dunque  una riduzione complessiva del budget agricolo per  circa 16 miliardi di euro (-4,1%), di cui 5,2 miliardi di euro al 1° pilastro (-1,8 %) e 7,2 miliardi di euro al 2° pilastro (-7,8%). Ciò senza contare il fatto che la proposta della Commissione europea, se si confronta il 2020 con il 2013, prevede già una riduzione del bilancio Pac in termini reali (inflazione) di circa il 12%, con il congelamento in termini nominali al suo livello del 2013.

La  proposta relativa alla convergenza tra Stati membri  specifica che tutti gli Stati membri dovranno raggiungere entro il 2020 un livello di pagamento almeno pari a 196 euro per ettaro. Inoltre, dovrebbero essere prese in considerazione le circostanze specifiche, come ad esempio superfici agricole ad alto valore aggiunto e i casi in cui gli effetti della convergenza sono sproporzionati, nella distribuzione generale del sostegno della Pac.

In merito al capping (tetti di spesa per azienda),  il testo riporta che la riduzione dei pagamenti diretti per i grandi beneficiari dovrà essere introdotta dagli Stati membri su base volontaria. Per quanto riguarda il greening, è confermato l’utilizzo del 30% del massimale annuale, al fine di finanziare le pratiche,

proponendo che sia ben definita la flessibilità per gli Stati membri in merito alla scelta delle misure equivalenti da attuare. Inoltre, il requisito relativo all’implementazione da parte dell’agricoltore delle aree di interesse ecologico sarà attuato con modalità che non richiedono che il terreno in questione sia ritirato dalla produzione e che eviti ingiustificate perdite nel reddito per gli agricoltori.
Inoltre, il compromesso raggiunto consente una maggiore flessibilità tra pilastri, ovvero tutti gli Stati membri possono trasferire fino al 15% delle risorse dal 1° al 2° (con cofinanziamento al 100%) e viceversa.

L’accordo in sede di Consiglio europeo dovrà essere approvato del Parlamento europeo (procedura di approvazione) che, pronunciandosi a maggioranza dei membri che lo compongono, può adottare o respingere l’intero pacchetto (diritto di veto del Parlamento).