Vendemmia 2013: produzione in leggero aumento, buona la qualità

Uva Grappoli  

Il 40% destinato ai DOC e DOCG,  il 30% a IGT, il resto a a vini da tavola.

 

Roma, 2 settembre 2013 -

Qualità più che buona e una produzione stimata tra i 42 e i 44,5 milioni di ettolitri, in leggera crescita rispetto allo scorso anno. Sono i numeri della vendemmia 2013 secondo una prima analisi della Coldiretti sulla base delle stime  Assoenologi. Rispetto agli scarsi raccolti del 2012 si prevedono aumenti fino al 5 per cento per Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio e Umbria, fino al 10 per cento per Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Liguria, Molise, Basilicata e Calabria, fino al 15 per cento per Trentino Alto Adige, Campania e Puglia ed una punta fino al 20 per cento in Abruzzo mentre cala la produzione nel Friuli Venezia Giulia (-5 per cento) dove il raccolto è in calo.

Le operazioni sono scattate con quindici giorni di ritardo rispetto allo scorso anno ma in linea con i tempi tradizionali della vendemmia, per effetto dell’andamento climatico con temperature estive, non eccessivamente bollenti e con escursioni termiche, che hanno favorito una ottima maturazione delle uve. L’attività di raccolta è iniziata con le uve pinot e chardonnay mentre tra settembre e ottobre sarà la volta delle grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo, fino a novembre quando si chiuderà con le uve di Aglianico.

Le previsioni saranno progressivamente aggiornate perché molto dipenderà dalle prossime settimane in cui si inizierà a raccogliere tutte le altre uve ma se non ci saranno sconvolgimenti si prevede una buona qualità con la produzione che sarà destinata per oltre il 40 per cento ai 331 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 59 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30 per cento ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento a vini da tavola. La produzione di vini bianchi quest’anno dovrebbe superare leggermente quella dei rossi.

L’Italia con la vendemmia 2013 è quindi il secondo produttore mondiale di vino dopo la Francia in cui la produzione è stimata pari a 46 milioni di ettolitri in aumento del’11 per cento rispetto allo scorso anno. Al terzo posto tra i Paesi produttori si classifica la Spagna seguita dagli Stati Uniti e dalla Cina che è in forte crescita anche nei consumi.

La vendemmia attiva un motore economico che genera oltre 9 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e che da occupazione a 1,2 milioni di persone. Sono coinvolti 650mila ettari di vigne e oltre 250mila aziende vitivinicole dove quest’anno rispetto al passato si prevede la presenza di un maggior numero di italiani rispetto agli extracomunitari, come confermano le richieste di lavoro.

 

(fonte Coldiretti)

SOMMARIO Anno 12 – n° 35 2 settembre 2013

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SOMMARIO

Anno 12 – n° 35 2 settembre 2013

1.1 editoriale

Promessa mantenuta o la solita bufala? Storditi dal TASER

2.1 marketing

Porte aperte in Irlanda il 10 ottobre

3.1 lattiero caseario

Leggera ripresa per il Grana Padano

3.2 lattiero caseario

Grillo? “Un atto di terrorismo”. Dura replica del CFPR al leader politico

4.1 agricoltura

IMU agricola, No Grazie!

5.1 aviaria

Aviaria, la salute prima di tutto poi pensiamo alla ricaduta economica

6.1 sicurezza

Mais OGM, la mozione di Barbati (IDV) in Regione Emilia Romagna

6,2 crisi

Crolla la spesa degli italiani a tavola

7.1 sanita‘           

Quarto caso di aviaria a Mordano

 

Promessa mantenuta o la solita bufala? Storditi dal TASER

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di Lamberto Colla —

Parma, 1  settembre 2013 -

Gongolano un po’ tutti. Gongola Alfano che posta “missione compiuta”, gongola Epifani che dichira “Non è solo IMU, siamo soddisfatti”, gongolano le organizzazioni professionali agricole per l’abrogazione della tassa dai fondi agricoli. Troppo bello per essere vero. Sembra di assistere alle dichiarazioni post elezioni; tutti hanno vinto, che ci fosse un perdente dichiarato! 

E allora i sospetti della solita “bufala” ben confezionata agli italiani sorge spontaneo. Nel frattempo, l’Unione Europea non ha atteso manco un’ora ed ha fatto sapere che l’Italia ha l’obbligo di andare a coprire immediatamente le minori entrate da gettito fiscale che sarebbe derivato dall’IMU.

Da dove nasce il sospetto

Innanzitutto dall’armoniosa compattezza che dimostrano i diversi schieramenti nonostante penda sulle loro teste la questione “Berlusconi”.  Più razionalmente dal fatto che, almeno alla prima e sommaria lettura,  non si legga di tagli alla spesa pubblica. Nella loro piccola “spending review” gli italiani, come conferma l’Istat proprio in queste stesse ore, hanno ridotto del 3% la spesa per alimentarsi, e i nostri governanti ancora non riducono le spese per l’apparato pubblico. Sono, anche per questa ultima ragione, autorizzato a credere che sia una bufala e condividere quanto efficacemente ha postato un mio amico giornalista sul suo profilo facebook del 29 agosto appena ricevuta conferma del “miracolo all’italiana” che riporto a godimento di tutti: “Se tu non mi dici “riesco a togliere l’Imu perchè ho recuperato le risorse abolendo, per esempio, 5.000 enti inutili o le (scandalose) regioni a statuto speciale”, ecco, io sono portato a pensare che me li vieni a prendere da un’altra parte. E sono portato a sentirmi retroafferrato. Sbaglio?” - 

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La “Service Tax” o TASER dal 2014 

«la nuova tassa comunale, commenta Guglielmo Epifani segretario del PD, sarà integralmente locale e unificherà l’Imu la Tares e altre imposte, costerà di meno agli italiani. Dobbiamo solo stare attenti che i criteri di equità della nuova tassa siano rispettati».

Guarda caso il commento di Epifani scivola proprio sulla questione dolente dei controlli di garanzia da effettuare verso i gestori della tassa (comuni), affamati come leoni, che tenteranno di ottenere il massimo per ridare fiato alle casse municipali. Ma chi dovrà vigilare? Non certo l’agenzia delle entrate o la guardia di finanza così impegnati a fare sospendere l’esercizio dell’attività a causa di uno scontrino da 1,5€ mai consegnato o a fare blitz spettacolari in famosi e sontuosi  luoghi di villeggiatura.

Per carità, non che sia incolpevole l’esercente che non “scontrina” anche solo per 1,5 euro, ma credo che, prima di arrivare alla pena più grave si debba passare attraverso un percorso di ammonizioni.

Fatto sta che oggi si gongola ma del domani non v’è certezza. Già perché da qui al 2014 – data di entrata in vigore della TASER o “Service Tax” qualcosa dovrà essere fatto per portare a copertura i 4 miliardi mancanti dal gettito IMU.

Il codacons contro la Service Tax 

“Sull’abolizione dell’Imu il Governo prende in giro gli italiani, commenta il codacons lo scorso 29 agosto, dato che dà una cosa con la mano destra e se la riprende con la sinistra. Con la mano destra toglie l’Imu e con la sinistra si riprende i soldi con la service tax, il cui nome più giusto è Taser, considerato che rischia di paralizzare definitivamente le famiglie già sul lastrico.

Il silenzio del Governo – prosegue la nota codacons – sul reale gettito previsto con la service tax è decisamente sospetto. Quello che è certo è che lo spostamento tra Imu e “Taser” abbassa quel risparmio massimo di 225 euro a famiglia che si sarebbe ottenuto con l’eliminazione dell’Imu senza la compensazione di altre tasse, senza fare, cioè, il gioco delle 3 carte. Un risparmio, quello teorico massimo di 225 euro a famiglia, che il Codacons aveva già bollato come insufficiente per ridare capacità di spesa agli italiani, visto che è persino inferiore all’aumento del costo della vita, nonostante l’inflazione bassa.

Ma, al di là della progressività dell’imposta, tutta da verificare, l’iniquità della Taser è certa, dato che colpirà anche quel 18% di famiglie residenti che paga un canone d’affitto, ossia la categoria già più penalizzata e svantaggiata d’Italia, visto che ai fini Irpef sono sempre stati considerati praticamente uguali ai proprietari di casa, pur dovendo destinare gran parte del loro reddito all’affitto. Insomma i proprietari risparmieranno grazie ai soldi dei loro inquilini.

Conclusioni

Subito era TASER, il nome della nuova tassa che andrò a sostituire TARES e IMU poi, non si sa per quale motivo, è stata più semplicemente etichettata “Service Tax”.

Che l’omonimia con la celebre pistola  immobilizzatrice elettrica abbia avuto un qualche peso sulla decisione?  Soltanto un caso o frutto dell’elaborazione dell’inconscio degli estensori del provvedimento? Stando al codacons il nome più giusto è Taser, considerato che rischia di paralizzare definitivamente le famiglie già sul lastrico”.

 

 

Porte aperte in Irlanda

Dublin Marked on Map

Agroalimentare: iniziativa con importatori e buyer irlandesi a Dublino.

 

di LGC e  informazione.it – comunicati stampa -

 Dublino 29 agosto 2013 – -

Il 10 ottobre a Dublino, le aziende agroalimentari potranno entrare nel mercato irlandese dalla porta d’ingresso grazie alla FIBI. La formula è quella degli incontri B2B, atti a favorire lo sviluppo di rapporti di collaborazione commerciale tra aziende italiane e potenziali compratori irlandesi interessati ad inserire i prodotti Made in italy nel mercato Irish.

La FIBI – Federation of Italian Business in Ireland – è una struttura di collegamento tra Italia e Irlanda e organizza periodicamente queste iniziative per favorire i contatti commerciali delle aziende italiane.

Il progetto prevede un’azione iniziale di selezione degli importatori in Irlanda in base alle tipologie di prodotti offerti dalle aziende partecipanti e alle specifiche richieste di prodotti sul mercato.

Successivamente verrà strutturata, per ogni singola azienda partecipante, una serie di incontri B2B con i partner selezionati al fine avviare i primi accordi commerciali.

L’azienda sarà assistita dal personale bilingue della FIBI durante in tutto il processo degli incontri e nella fase di follow-up dei contatti realizzati in Irlanda.

Gli operatori che parteciperanno agli incontri diretti rientrano nelle seguenti categorie: Manager di Ristoranti, Importatori Specializzati, Head Chef, Floor Manager, Distributori Specializzati, Titolari di negozi gourmet, Titolari di take away, Wine shop, Delicatessen shop, Negozi off-licence, Catene di supermercati, Scuole di cucina.

L’iniziativa si svolgerà presso il “Pinocchio Italian Restaurant” a Dublino.

Il precedenti incontri BtoB hanno registrato la partecipazione di oltre 100 aziende agroalimentari italiane ed oltre 70 buyer irlandesi ottenendo la chiusura di importanti accordi commerciali.

Per vedere le foto dei BtoB: http://www.ita.fibiltd.com/galleria-foto.html

Per vedere tutti i video dei precedenti BtoB: www.youtube.com/subscription_center?add_user=FIBIDUBLIN

Per informazioni e partecipazione contattare: info@fibiltd.com

Brevi note sull’Irlanda

Dall’adesione all’Unione europea, nel 1973, la Repubblica di Irlanda (Éire) si è trasformata da paese prevalentemente agricolo in “Tigre celtica”, ossia in un’economia moderna e tecnologicamente avanzata.

Il territorio agricolo pianeggiante domina la maggior parte dell’interno del paese, che è inframmezzato da bassi rilievi collinari e comprende vaste aree di paludi e laghi. A ovest sono presenti montagne costiere che in alcuni punti superano 1 000 metri di altezza. Una popolazione di circa 4,5 milioni di abitanti che per circa un terzo risiede a Dublino. Piatti semplici a base di carne e verdure bollite (patate, carote, rape e pastinaca) sono gli elementi principali della cucina tradizionale irlandese.