Scoperchiata la pentola del Sistri. Dietro ritardi e opacità ci sarebbero truffe e corruzione

di Redazione -

 17 Aprile 2013 -

Ritardi inspiegabili, vista la mole di denaro (pubblico e privato) speso.  Malfunzionamenti ingiustificati, visto il dispiegamento di tecnologie. Ritardi e malfunzionamenti (denunciati anche dalla Nuova ecologia: vedi sotto) che ha spesso lasciato indifferenti i vertici del ministero dell’Ambiente nell’era Prestigiacomo. Il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti, non è mai andato a regime. E oggi scopriamo il perché. La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito 22 provvedimenti di custodia cautelare (per associazione a delinquere, corruzione, truffa aggravata, riciclaggio, favoreggiamento) e sequestri per 10 milioni.

Insomma: una buona idea, l’utilizzo della tecnologia per monitorare il ciclo dei rifiuti speciali, praticata in modo pessimo.

Ora, quando la giustizia avrà chiarito tutte le responsabilità, ci aspettiamo che i soldi sperperati vengano restituiti in toto. Che i responsabili paghino, anche con l’interdizione dai pubblici uffici, se dovessero emergere sponde pubbliche al malaffare sul quale indaga la procura di Napoli. E poi è necessario dare un futuro certo alla tracciabilità dei rifiuti: oggi le ecomafie si arricchiscono nelle pieghe di un sistema che non garantisce trasparenza, avvelenando il Paese. Non possiamo, dopo i ritardi già sopportati, attendere ancora.

(fonte Legambiente)

Gardini: “Per evitare chiusura aziende necessari progetti economici di integrazione”

 Lagnasco,  -  13/4/2013  -

“Per dare competitività e futuro all’agricoltura italiana bisogna creare soluzioni economiche che diano più reddito ai produttori. Se vogliamo evitare che migliaia di aziende agricole chiudano ogni anno, il progetto più serio, l’unica possibilità di ridare sviluppo al comparto rimane a nostro avviso l’organizzazione in filiera, che tenga insieme cioè le fasi della produzione, trasformazione e vendita”. Lo ha detto il Presidente di Confcooperative Maurizio Gardini nel suo intervento conclusivo al convegno promosso dall’Op Ortofruit Italia per festeggiare il decennale della cooperativa.

“Le soluzioni che la cooperazione indica non sono prese di posizioni aprioristiche – ha spiegato Gardini – dal momento che è lo scenario stesso in cui operiamo che ci indica le strade obbligate che abbiamo davanti. Uno scenario che è contraddistinto dall’aumento della competizione da un lato (nel mondo c’è un maggior numero di paesi che producono e vendono) e dal drastico calo dei consumi interni dall’altro, sintomo di una crisi esasperata”.

“Allora le risposte a questa situazione, lo voglio ribadire ancora una volta – ha proseguito Gardini – non sono il mercato locale, né quello nazionale. Con ciò non intendo dire che entrambi vadano abbandonati, ma che se non ci apriamo ad intercettare la domanda di consumi dei paesi lontani, non saremo in grado di garantire più redditività alle nostre aziende. Stante il drastico crollo dei consumi interni, quanti sostenevano che il mercato locale fosse la vera sfida dell’agricoltura italiana del futuro, dovrebbero venire a testata bassa a chiedere scusa”.

Come sarà l’agricoltura italiana nei prossimi dieci anni? Per Gardini ancora una volta la risposta sta tutta nell’analisi dei numeri. L’ultimo Censimento dell’agricoltura dell’Istat ci ha consegnato una fotografia in cui operano complessivamente poco più di un milione e mezzo di aziende, di cui oltre la metà sono sotto i due ettari (“aziende familiari e sottodimensionate che corrono il concreto rischio nei prossimi anni di scomparire”) – ed altre 500mila lavorano superfici in media di 7-8 ettari.

È un quadro contraddistinto, ha commentato il presidente di Confcooperative, “da una frammentazione del tessuto produttivo che non ci porta da nessuna parte e che ha invece una sola strada davanti, l’integrazione. È questa la tesi che come cooperazione portiamo avanti da anni e che sosteniamo e difendiamo sia a livello nazionale che a livello comunitario, grazie ad una azione di lobbying che spesso ci vede impegnati insieme ad altri grandi paesi produttori europei”.

“Noi all’Europa chiediamo – ha dichiarato Gardini – che si costruisca uno sviluppo dell’agricoltura intorno allo strumento principe dell’integrazione che è l’OP (organizzazione di produttori), ma non quelle fittizie o “di carta”, bensì solo quelle che hanno la disponibilità fisica del prodotto e che lo commercializzano tutti i giorni dell’anno”.

“Se l’Europa procedesse a smantellare l’attuale sistema di aiuti del comparto ortofrutticolo che fa perno sulle OP – così ancora Gardini – il comparto subirebbe un colpo letale e rischierebbe di scomparire”.

Gardini ha anche difeso il sistema di aiuti percepiti dalle Op ortofrutticole. “Negli ultimi 10 anni – ha precisato – al sistema ortofrutticolo organizzato sono arrivati complessivamente 1,5 miliardi di euro. Ora rispetto ai 50 miliardi di euro di cui il nostro Paese complessivamente ha beneficiato si può forse dire che le OP abbiano fatto poco? Certamente no, se solo si pensa al prezioso lavoro che esse svolgono ad esempio per aprire nuove rotte di mercato in Corea e Canada per kiwi e mele, con risultati che vanno a beneficio dell’intero sistema”.

“Non si può dire che siano spese con lo stesso livello di efficienza – ha concluso Gardini – le risorse comunitarie che le aziende percepiscono attraverso la forma dei cosiddetti ‘aiuti diretti’. Alcuni di questi aiuti arrivano in alto, ad un sistema di aziende che potrebbero anche farne a meno, altri invece hanno come beneficiari un numero complessivo di oltre 500.000 aziende, dando vita a complessi apparati burocratici per la compilazione delle richieste di aiuti e la gestione della pratica. Qualcuno ha mai evidenziato quanto costi alle casse dello Stato la gestione di un fascicolo aziendale e a quanto ammonti il contributo che riceve la singola azienda?”

Giuseppe Alai è stato confermato alla presidenza del Consorzio del Parmigiano Reggiano.

di Redazione -

- Reggio Emilia, 19 Aprile 2013 –

56 anni, imprenditore agricolo, Alai inizia così il terzo mandato alla presidenza dell’Ente di tutela, affiancato alla vicepresidenza dal modenese Adolfo Filippini (riconfermato nell’incarico con le funzioni di vicario già ricoperte nel precedente mandato), Pietro Maria Gattoni (presidente della Sezione di Mantova) e Monica Venturini, imprenditrice agricola di Parma.

Del nuovo Comitato esecutivo del Consorzio fanno inoltre parte, oltre a presidente e vicepresidenti, Andrea Bonati (presidente della Sezione provinciale di Parma), Graziano Salsi (presidente a Reggio Emilia), Aldemiro Bertolini (presidente a Modena), Angelo Romagnoli (presidente a Bologna), Alessandro Bezzi  e Mario Gualazzi.

Alai, presidente di Banca Reggiana-Credito Cooperativo, della Confcooperative di Reggio Emilia e vicepresidente della Confcooperative Emilia-Romagna, concluderà il mandato, insieme agli altri amministratori del Consorzio, nel 2017.

“Quattro anni di lavoro – sottolinea lo stesso Alai – le cui linee rappresentano la continuità di strategie che assegnano una priorità assoluta ad una ordinata gestione dei flussi produttivi (in flessione del 2,1% nel primo trimestre 2013), ad un ulteriore investimento sulle azioni per l’export (la crescita è stimata tra il 6 e il 7% nel 2013), all’utilizzo dei nuovi strumenti di relazione con il mercato che ci siamo dati (la società I4S tra questi, che prevede il ritiro di 84.000 forme nel 2013, per destinarle a nuovi mercati stranieri), ad un più stringente dialogo con il sistema della GDO, al lancio di nuovi prodotti a base di Parmigiano Reggiano, al rafforzamento dell’azione sul canale Horeca (hotel, ristoranti, cafè e catering) e sul vending, i distributori automatici che si sono progressivamente diffusi in tanti ambiti di lavoro.

“Un insieme di piste – prosegue Alai – che appartengono a quel deciso orientamento al mercato e ad una più forte relazione con i consumatori che va oltre la sola comunicazione dei valori distintivi del prodotto, ma coinvolge più attivamente tutti soggetti della filiera per dare valore a questa distintività, puntando a tradurla in una maggiore sicurezza e stabilità dei redditi dei produttori, obiettivo cui il Consorzio e tutte le organizzazioni dei produttori debbono puntare insieme”.

SOMMARIO Anno 12 – n° 16 22 Aprile 2013

1.1 editoriale

Attenzione, usare con cautela!

2.1 pomodoro 

Pomodoro da industria, firmato l’accordo quadro 2013

3.1 CFPR

Consorzio in assemblea. Alai: azioni riferite sempre al mercato per tutelare i redditi

4.1  lattiero caseario

Caseari: all’insegna della stabilità. Altri 50cent sul latte spot.

5.1  report credito

L’accesso al credito delle imprese agricole

6.1 prezzi agricoli

Ismea, marzo riporta il segno positivo sui mercati agricoli,

7.1 MAIS E SOJA

Dati previsionali aprile

8.1 quote latte

Latte, con la fine delle quote crescerà la produzione Ue