Il Papa ha abdicato, sorpresa e inquietudine

di Lamberto Colla

Parma 11 Febbraio 2013 -

Sorpresa, stupore e anche una certa inquietudine sono i più diffusi sentimenti che si sono qua e là manifestati alla notizia, molto insolita, dell’abdicazione del Papa Benedetto XVI.

  • Sorpresa e Stupore -

Sorpresa motivata dal fatto che solo i più fedelissimi vicini al Santo Padre erano a conoscenza della sua imminente decisione.  Stupore  perché, in questi quasi otto anni di pontificato, il Papa aveva agilmente e rigorosamente superato almeno 3 difficilissimi momenti del suo pontificato: gli attacchi Lefevriani, lo scandalo della pedofilia e da ultimo il “corvo del Vaticano”.

L’immagine che ha sempre accompagnato il Santo Padre  è stato un fortissimo rigore affiancato da una grande umiltà che, a volte, poteva contrastare con la sua eleganza formale. Umiltà molto cristiana che l’ha portato anche a chiedere scusa all’umanità per gli orrori della pedofilia.

Benedetto XVI ha cercato di riportare la Chiesa verso una fede “un po’ meno relativistica” così ben rappresentata dal suo predecessore, il Papa polacco Wojtyla, Giovanni Paolo II.

  • Circolarità ermeneutica -

Da grandissimo studioso della Chiesa, si rendeva conto, della difficoltà che questa stava attraversando e da subito si è posto in prima persona a traghettarla oltre senza cadere nella trappola dell’integralismo.

“Circolarità ermenutica”: non contrasto tra fede e ragione ma continuo scambio. Questo il suo messaggio forte e che deve fare comprendere il pontificato del “Papa Teologo”, Benedetto XVI.

Un uomo, forte, un grande teologo ma anche rigoroso uomo della fede all’interno del “tempo” che si sta vivendo.

Tanto è vero che, molto impegno, il Papa l’ha dedicato perché si riaprisse un dialogo costante e condiviso tra le diverse Chiese mondiali.

Quasi otto anni di difficile pontificato che il Successore di Pietro ha condotto con tutte le sue forze senza mai sottrarsi alle responsabilità che il ruolo gli imponeva.

  • Inquietudine -

Infine inquieta la data. Quell’11 che si ripete nei giorni delle tragedie, 11 settembre  2011 ad esempio quando, poco meno di tremila persone, persero la vita negli attacchi alle Torri Gemelle di New York, al Pentagono a Washington e nello schianto di un quarto aereo dirottato dai terroristi in un campo della Pennsylvania, ma ancora,
11 APRILE 2002: In Tunisia, a Djerba, 21 persone muoiono nell’esplosione di un camion bomba nei pressi della sinagoga.
11 MARZO 2004: Gli attentati contro quattro treni a Madrid provocano la morte di 191 persone e il ferimento di oltre 1.800.
11 LUGLIO 2006: È di 200 morti e oltre 700 feriti il bilancio di sette esplosioni avvenute in sei stazioni ferroviarie e in una della metro a Bombay.
11 APRILE 2007: 23 persone restano uccise e 160 ferite in un doppio attentato ad Algeri rivendicato da Al Qaeda.

11 marzo 2011 sisma con tsunami in giappone che pare abbia addirittura spostato l’asse terrestre di 10 centimetri.

Andando ancora più a ritroso troviamo anche:

11 marzo 1888 una bufera uccise negli USA 400 persone; l’11 gennaio 62 in Perù il distacco di un ghiacciaio causò circa 4000 morti; 11 gennaio 1693: terremoto con 60.000 morti in Sicilia; 11 aprile 1965: 265 morti negli USA per una serie drammatica di tornado; 11 luglio 2010 attentati in Uganda con 64 vittime saltate in aria da un ordigno; e ancora era l’11 settembre 1970 quando un tornado uccise 30 persone a Venezia; l’11.11.1961 13 italiani appartenenti all’ONU furono trucidati in Congo; l’11 dicembre 1981 l’esercito del Salvador massacra 900 persone. Fu nel 1911 il primo bombardamento aereo della storia.

Sicuramente saranno solo coincidenze ma intanto oggi il 11/2 alle 11,47 il Papa Benedetto XVI ha abdicato.

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Social network: Parmigiano Reggiano per “facebook” è un caso di successo

 

di Virgilio

Parma 12 Febbraio 2013 -

LA CAMPAGNA DI WEB MARKETING “I LOVE PARMIGIANO REGGIANO” CONSACRATA UNO DEI TRE “CASI DI SUCCESSO” DEL MERCATO ITALIANO

Reggio Emilia, 11 febbraio 2013 – La campagna di web marketing “I Love Parmigiano Reggiano” è stata consacrata da Facebook come uno dei tre “casi di successo” del mercato italiano.

La fan page del Consorzio del formaggio più amato dagli italiani ha avuto, infatti, un’impennata di visite grazie ad un piano redazionale – arricchito anche da un concorso online che ha messo in palio una Fiat 500 – che ha saputo attirare l’attenzione e conquistare nuovi fan attraverso la pubblicazione di notizie sui valori nutrizionali, curiosità, ricette  in cui il Parmigiano Reggiano viene usato come ingrediente in cucina.

I risultati sono stati talmente buoni da spingere Facebook a citarla come una delle campagne che hanno avuto più successo in Italia. In poco più di tre mesi, gli utenti che hanno cliccato “mi piace” sulla pagina di Parmigiano Reggiano sono stati quasi 100.000, trasformandola nella Pagina italiana di prodotto a denominazione di origine protetta con più fan in assoluto. Oggi la pagina https://www.facebook.com/parmigianoreggiano conta infatti oltre 200.000 fan.

Aicod, la web agency che ha ideato e seguito il Parmigiano Reggiano in questo percorso di crescita sul web, si occupa della gestione dei social network di importanti realtà italiane come il Consorzio del Prosciutto di Parma, Academia Barilla, ALMA, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana di Gualtiero Marchesi, Fiere di Parma, Maserati e Lorenz.

“Stiamo andando nella direzione giusta e intendiamo continuare a parlare direttamente con i nostri fan e consumatori su Facebook. Siamo orgogliosi di avere lanciato sui social un prodotto come il Parmigiano Reggiano: un’icona del Made in Italy che ha una storia antichissima e caratteristiche inimitabili” ha dichiarato Giuseppe Alai, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano.

“Comunicare l’eccellenza del Parmigiano Reggiano con le nuove armi del web 2.0 è stata una sfida esaltante che ha dato ottimi risultati. Il popolo della rete è infatti sempre più attento alla qualità dei prodotti alimentari e mostra un crescente interesse per tutte le informazioni che riguardano la filiera, le fasi di lavorazione, le caratteristiche nutrizionali e la sicurezza alimentare” ha commentato Alessandro Riccomini, CEO di Aicod.

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Alleanza cooperativa Bilancio UE, Alleanza Cooperative: “No ai Tagli all’agricoltura, costa 50 miliardi e ne restituisce il triplo come valore aggiunto”.

Di Alleanza delle Cooperative, 8 febbraio 2013 -

L’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari si batte a Bruxelles per difendere il bilancio che l’UE destina all’agricoltura, un comparto che garantisce lavoro a 40 milioni di persone e cibo salubre a 500 milioni di consumatori, indispensabile inoltre per la tutela del territorio e del paesaggio.

Bruxelles, 6 febbraio 2013 – “A fronte di una spesa pubblica europea che ammonta a meno di 50 miliardi di euro l’anno, l’agricoltura è in grado di produrre oltre 150 miliardi di euro di valore aggiunto, ponendosi di fatti come un vero e proprio investimento pubblico che è in grado di restituire ai cittadini europei tre euro per ogni euro speso”.

Lo ha dichiarato a nome dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Giampaolo Buonfiglio intervenendo alla conferenza organizzata del Copa-Cogeca per la difesa del budget agricolo, alla quale hanno preso parte circa 500 rappresentanti delle organizzazioni agricole europee.

“La Pac – ha proseguito Buonfiglio – è la più antica delle politiche europee, è il pilastro sulla quale l’Ue è nata ormai più di 50 anni fa. Il negoziato in corso sul bilancio Ue rappresenta una pagina non felice della nostra storia europea perché propone una riduzione delle spese, proprio quando si sente sempre più il bisogno di una rinascita politica dell’Europa. E questo non può che apparire come un fallimento, dal momento che riducendo il bilancio si ammette in qualche modo che l’Europa non riesce ad andare oltre l’unione doganale e quelle poche regole che riguardano la circolazione delle merci nel mercato. Come a dire che esiste solo un mercato unico europeo e non un vero governo politico comunitario”.

L’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari ha ribadito la sua contrarierà ad ogni riduzione al bilancio destinato alla PAC, “uno strumento di governo e di sostegno di un settore che garantisce lavoro a 40 milioni di persone e cibo salubre a 500 milioni di consumatori e che è indispensabile inoltre per la tutela del territorio e del paesaggio, per il mantenimento della biodiversità, la gestione delle risorse idriche, il contrasto al cambiamento climatico: un settore insomma che si prende cura di tre quarti del territorio europeo e di chi ci abita”.

“La voglia di ridurre le spese che contagia il governo europeo e quello degli stati in difficoltà – ha concluso Buonfiglio è un virus che ci indebolisce. La politica agricola e quella della pesca sono gli anticorpi di un’Europa che rischia di ammalarsi gravemente e di bloccare il suo sviluppo e la sua crescita”.

 

Scambi di Parmigiano nella norma, così come pure per il Grana Padano.

 

 

di ismea

12 febbraio 2013

Nel corso della sesta di calendario si è sostanzialmente adeguata la declaratoria del Parmigiano Reggiano Dop sulle principali piazze di produzione. A Modena i prezzi delle varie produzioni sono stati ridefiniti avvicinando le quotazioni ai valori delle altre piazze anche se per la produzione 12 mesi il valore massimo registrato sulla suddetta piazza risulta di fatto più alto di quelli attestati dalle altre Borse merci.
Tuttavia l’andamento delle contrattazioni del Parmigiano Reggiano risulta calmo, anche se gli scambi sono considerati per la maggior parte degli operatori ancora nella norma.
Scendendo nel dettaglio delle piazze, a Mantova si è mostrata un’erosione dei corsi pari 5 centesimi per tutte le produzioni, mentre a Parma i listini delle produzioni 24 e 18 mesi sono calati di ben 10 centesimi e mentre per la varietà 12 mesi il calo ha interessato solo il valore minimo.
Anche per il Grana Padano sulle principali piazze lombarde l’andamento è risultato calmo, evidenziando nel corso della settimana flessioni congiunturali per tutte le produzioni.
Per ciò che concerne gli altri formaggi le quotazioni di questa settimana non mostrano particolari scostamenti rispetto alla precedente ottava di rilevazione, ad eccezione dell’Asiago pressato che incrementa i propri corsi dell’1,8% sul centro di scambio di Thiene.
Anche sul fronte delle materie grasse la settimana in analisi non ha evidenziato, rispetto alla precedenti contrattazioni variazioni di rilievo, con prezzi sostanzialmente invariati sulle principali piazze di quotazione.
Gli ultimi aggiornamenti del Consorzio di Tutela del Gorgonzola indicano, per il mese di gennaio 2013 una produzione pari a 352.132 numero di forme, in diminuzione del 6,76% rispetto al numero di forme prodotte al medesimo periodo dell’anno precedente.